4 • 19 la rivoluzione d’aprile sudcoreana

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Lo scenario storico

Nelle elezioni del 10 maggio 1948 – valide solo in Corea del Sud – con l’appoggio degli Stati Uniti viene eletto 이승만 • Rhee Syngman, primo presidente della repubblica democratica della Corea.
Il suo governo è caratterizzato sin da subito da una spietata censura nei confronti di ogni forma di opposizione e dall’appoggio violento del Partito Liberale, fondato da lui e composto da membri della malavita locale, dei gruppi armati di giovani dell’estrema destra e degli ex-collaborazionisti.

In quel periodo non era ancora diffuso nell’ambito politico, tantomeno in quello popolare, la fiducia nei valori della democrazia e delle sue istituzioni. Tant’è vero che le disuguaglianze erano all’ordine del giorno e la corruzione era dilagante nei centri di potere. Man mano però la coscienza democratica inizia a mettere radici nella società civile e inizia a sviluppare una intolleranza nei confronti della dittatura oppressiva di Rhee.

Cionondimeno, in piena Guerra Civile – 1950-1953 -, Rhee viene rieletto per il secondo mandato tramite elezioni viziate da brogli.
Di nuovo nel 1956, nonostante la Costituzione lo impedisse, Rhee ottiene il terzo mandato e, con l’aiuto illecito di un Parlamento corrotto, aveva precedentemente eliminato la legge costituzionale che vietava la limitazione delle rielezioni.

La goccia che fece traboccare il vaso

Il 15 marzo 1960 Rhee ottiene il suo quarto mandato, grazie al dichiarato appoggio delle forze di polizia e degli impiegati statali.
Inoltre fu decisiva la morte del candidato avversario 조병옥 • Cho Byeongok avvenuta poco prima del voto. Ancora una volta la vittoria di Rhee è garantita dai brogli elettorali.

La società civile inizia a protestare a gran voce dichiarando illecita l’elezione del Presidente e del vice presidente 이기붕 • Lee Kibong.
Le grandi città diventano teatri di forti contestazioni e le strade e le piazze si riempiono del dissenso dei manifestanti. Il culmine di queste proteste viene raggiunto l’11 aprile 1960 con il rinvenimento nel mare di Masan del corpo del giovane liceale 김주열 • Kim Juyul.
Kim fu ritrovato con un candelotto lacrimogeno conficcato nell’occhio, a dimostrazione della intenzionale brutalità utilizzata dalle forze dell’ordine per reprimere le proteste e del tentativo del governo di occultare l’episodio.

Rhee incolpò i movimenti comunisti dell’uccisione del giovane Kim. Le dichiarazioni del Presidente non fecero altro che gettare benzina sul fuoco in un clima già rovente della situazione politica coreana.

4/19: la rivoluzione d’aprile sudcoreana

Il 18 aprile il gruppo dei giovani di destra attaccarono violentemente gli studenti universitari della 고려대학교 Goryeo daehakgyo, Università della Corea che stavano manifestando.

Il giorno seguente, 19 aprile 1960, quasi 30.000 studenti scesero in piazza a Seoul marciando verso il Palazzo Presidenziale (chiamato 경무대 • gyeonmudae sotto Rhee). La polizia non esitò ad aprire il fuoco sulla folla marciante e la manifestazione studentesca si trasformò in rivolta. Solo a Seoul, quel giorno ci furono 130 morti e 1000 feriti.
Con un effetto domino, la manifestazione prese piede in tutte le altre città principali della penisola.

Per reprimere la rivolta, venne dichiarata la legge marziale, ma le manifestazioni non si placarono, anzi ebbero l’effetto opposto.
Oltre agli studenti universitari, alla folla di manifestanti che pretendeva le dimissioni del Presidente si aggiunsero molti professori universitari e giovani studenti liceali.

Per riportare l’ordine nelle città coreane fu necessario l’intervento degli Stati Uniti che fino a quel momento erano rimasti volutamente in disparte. Temendo che la repressione della polizia spargesse troppo sangue macchiando così l’immacolata immagine della democrazia portata dall’America, negarono l’appoggio a Rhee costringendolo a ritirarsi dalla carica di Presidente.

L’importanza di questa rivoluzione

A questo punto è utile tirare le somme di quella che fino al 1960 era stata la storia politica di una Corea che non aveva ancora conosciuto da vicino la democrazia. Durante la dinastia Joseon, la penisola era sotto il controllo dell’occupazione giapponese.
Dopo di questa, dal ’48 al ’60, per 12 lunghi anni c’è stato il governo di Rhee sostenuta dagli Stati Uniti. Dovranno passare più di 20 anni (quasi 30 anni) prima che i coreani potranno assistere alle prime vere elezioni democratiche del 1987.

In questa ottica la rivoluzione d’aprile assume grande valore nella storia della Corea del Sud. Fu la prima manifestazione su scala nazionale che riuscì a far cadere il governo corrotto. Con gli eventi di aprile finisce la prima Repubblica coreana e la legge elettorale viene cambiata. La tenacia ed il coraggio dello spirito della resistenza viene ricordata nella premessa della nuova costituzione.

 

Fonti e bibliografia:

Mio padre

M. Riotto – “Storia della Corea”

Questo articolo è stato redatto, eleborato e scritto da Giulia @ My K-Mall
Revisionato da Gwon

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