Air Doll di Hirokazu Kore-eda

Air Doll di Hirokazu Kore-eda

Terzo appuntamento su Bae Doona con Air Doll

Il terzo appuntamento del ciclo “Bae Doona” è con il film “Air Doll” (2009) diretto da Hirokazu Kore’eda. Abbiamo già visto questo binomio in occasione di “Broker”, il film di apertura della sezione Cinema e del ciclo “Song Kang-ho”. Il regista giapponese è sicuramente uno dei cineasti più apprezzati e riconosciuti in Asia e, la possibilità di collaborare con lui come attrice protagonista, rappresenta sicuramente una chiamata di prestigio per Bae Doona. Questa viene poco dopo l’uscita di “The Host” (2006), la seconda collaborazione con Bong Joon-ho, e segna l’inizio degli anni 2000 come un importante passaggio nella carriera dell’attrice.

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Anche se per Kore’eda stesso rappresenta un esperimento, il film ricalca il suo modo di fare cinema mettendo in primo piano il (non) rapporto tra le persone. “Air Doll” è un film introspettivo che, oltre ad affrontare temi come la solitudine e il vuoto che a volte riempie le nostre vite, è una riflessione sulla conduzione delle nostre esistenze nella società attuale. Più che una critica a quest’ultima, quindi il rapporto tra l’individuo e la città, Kore’eda si concentra più sul rapporto che le persone hanno con se stesse.

Nonostante viviamo in una realtà iperconnessa, il paradosso sta nella sofferenza che siamo costretti ad affrontare da soli. I dialoghi del film non spiegano gli intrecci della storia o la causalità delle scene, ma sono spezzoni di discorsi tra i personaggi che portano lo spettatore a riflettere su questioni esistenziali. Nella pellicola, infatti, viene dato molto spazio a lunghe sequenze dove le immagini e la musica accompagnano i pensieri dello spettatore.

La protagonista del film è Nozomi (Bae Doona) bambola gonfiabile di Hideo che inaspettatamente prende coscienza e inizia a provare emozioni umane. Nozomi ci conduce in trame di vita passate nella tristezza e nella solitudine del silenzio, portandoci a pensare che forse siamo più soli di quanto ci aspettiamo. L’interpretazione di Bae Doona ci guida per tutto il film ed è come se guardassimo il mondo attraverso i suoi occhi, perlomeno nella sostanza, non umani, come a dire che la condizione in cui ci troviamo è palese anche per chi non è di questo mondo.

Una scena emblematica è l’incontro tra Nozomi e l’uomo che l’ha disegnata, durante il quale quest’ultimo le chiede:

Tutto quello che hai visto in questo mondo era triste? C’era qualcosa, qualsiasi cosa che era bella?.

 

La risposta di Nozomi la avrete con la visione del film.  

Se vi è piaciuto lo stile del regista di “Broker”, ci sono buone probabilità che anche “Air Doll” vi piacerà, soprattutto con qualche accorgimento prima della visione. Prima di tutto il film è in lingua giapponese. Come anticipato nell’introduzione al ciclo, Bae Doona ha dovuto recitare in giapponese, ma prima di Air Doll lo aveva già fatto in “Linda Linda Linda”. In secondo luogo il film, vuoi per la sensibilità per i temi toccati, vuoi per lo stile direttoriale, ha un ritmo lento e non conta su grandi stravolgimenti della storia anche se segue una propria logica. Detto questo se propendete per una serata all’insegna della riflessione o semplicemente volete vedere una interpretazione inedita di Bae Doona, accomodatevi sulla poltrona.

Buona visione a tutti e tutte!

 

© Air Doll di Hirokazu Kore-eda è stato scritto, redatto e revisionato da Gwon
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Giulia S
Giulia. Cresciuta a pane e k-drama ha creato questo spazio per parlare del suo paese d'origine, la Corea del Sud, a 360° facendo perno sulla sua interculturalità e vuole sviluppare un ponte bi-direzionale tra la Corea e l'Italia. Racconta la Corea attraverso i kdrama con #dramiamo, propone uno sfizioso aperitivo coreano con #eatdrinkorea e fa lunghi approfondimenti sulle notizie dalla Corea per #rassegnadallacorea, il tutto a suon di Kpop con #radio360. Ogni tanto esce dal paese per osservare le altre culture con #oltrelacorea.

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