Bloody Heart

bloody heart kdrama 2022

Si dice che debba esserci una spada appesa sopra la testa per sentire tutto il peso del trono.

 

Una celebre frase del politico settecentesco Charles-Maurice de Talleyrand recita:

Il potere logora chi non ce l’ha.

Noi Italiani la conosciamo bene questa frase, perché era uno degli aforismi preferiti di Giulio Andreotti che lo usava in risposta ai suoi oppositori politici. 

E per la verità si sposa perfettamente anche con il drama di cui vi parlo oggi per #dramiamoinhanbok, che vi ricordo essere la rubrica spinoff, curata interamente da Eleonora, di #dramiamo.

Il Potere, anzi la conquista senza freni per il raggiungimento del potere, è il fulcro della narrazioni che muove il drama “Bloody Heart“, un titolo che è già una garanzia di successo. 

Periodo Joseon, il giovane principe ereditario Lee Tae, interpretato da Lee Joon, assiste impotente alla caduta del padre da parte del potente consigliere di sinistra Park Gye-Won, interpretato dal superlativo Jang Hyuk.  

A causa di ciò perderà la madre, ma anche la donna che amava, la Principessa Ereditaria Yoo Jung. Al fine di salvarle la vita infatti, dall’accusa di tradimento che aveva investito il padre di lei (durante il periodo Joseon chiunque veniva accusato di tradimento vedeva l’intera famiglia fino alla quarta generazione condannata a morte), ne inscena la morte e la conduce fuori dal palazzo. 

Molti anni dopo, è finalmente salito al potere come Re, ma la potente figura del consigliere di sinistra minaccia ancora il suo regno. 

Lee Tae nel frattempo ha anche ritrovato l’amata Yoo Jung. Riusciranno i due amanti a sconfiggere il potente consigliere o soccomberanno a lui?

Il drama è meraviglioso, con una trama ricca di sfumature ed attori che ci regalano personaggi con una caratterizzazione tridimensionale, per una messa in scena che regge ed intrattiene, anche grazie al ritmo sostenuto. 

All’inizio tutta la narrazione sembra che si muova in funzione del desiderio di potere del Consigliere di sinistra. Una figura emblematica e trascinante, una delle migliori interpretazioni di Jang Hyuk, che ci ha restituito un personaggio dalla complessità stratificata. 

Non solo una ricerca forsennata del potere però. Perché se da una parte, abbiamo chi appunto si logora per il potere che non ha. Dall’altra parte, chi invece il potere lo detiene, organizza la sua personale vendetta. 

Il re è un personaggio che mostra facilmente la sua doppia faccia. Lee Joon è un attore molto bravo, anche se per gusto personale ho trovato che a tratti la sua recitazione fosse fin troppo teatrale, risultandomi un po’ eccessiva. Sinceramente un gradino sotto rispetto al Consigliere Park e a lady Park, che tengono la scena con maggiore maestria. 

Lady Park, ovvero la Consorte Yoo Jung, è interpretata dall’attrice Kang Han-Na, che non è nuova nella partecipazione di drama in costume. Qui ricopre il ruolo di un personaggio femminile buono, ma mai ingenuo, una donna retta da principi morali.

Ho molto apprezzato che i principi morali che la guidano, non vengano mai offuscati, né dall’amore né dalla vendetta. Ed anche quando il piano del Re si rivela fatale per un personaggio e potenzialmente pericoloso per tanti altri, lei è disposta a tutto pur di dimostrargli che la strada più facile non è sempre quella da preferire. Perché no! il fine non giustifica i mezzi. Non se sei un Re ed il tuo più alto dovere è la protezione del tuo popolo. 

Un personaggio che solitamente in questi drama appare più defilato ma qui assume invece il ruolo di antagonista è quello della Regina Vedova, Choi Ga-Yeon, che ha il volto e la bravura della splendida Park Ji-Yeon.

Il suo personaggio è fortemente legato a quello del Consigliere Park, il loro rapporto affonda le sue radici nel passato e si percepisce dalla complicità che li caratterizza, dalla familiarità nei gesti. Si fanno del male nel corso del drama eppure esitano a darsi il colpo di grazia, come in un sadico gioco continuo che culmina in un finale tragico. 

Le donne non sono solo personaggi femminili ben scritti, ma personaggi attivi nel corso della narrazione. Ed anche il personaggio che ricopre il ruolo più basso assume comunque la sua importanza nella storia. Ognuna di loro ci regala momenti tragici, comici ed iconici.

Taglio innovativo quello scelto dalla regia. Scene molto scenografiche, a tratti quasi coreografate, ma estremamente curate e toccanti. Qualche esempio. Lo studio del Consigliere di sinistra è molto particolare. È una stanza al cui fondo si trova posizionato il tronco di un albero, i cui rami avvolgono lo sfondo e visto da lontano, come sapientemente fa la regia, sembra quasi una sala del trono alternativa.

Un dualismo voluto per via della contrapposizione che caratterizza il Re ed il Consigliere. 

Ho molto apprezzato anche l’uso che viene fatto dell’hanbok femminile. La consorte Park per esempio all’inizio indossa hanbok con gli stemmi reali, ma con le maniche del Jeogori (저고리), la giacca sopra la gonna dell’hanbok, di lunghezza normale, quando viene innalzata al rango di prima Concubina e futura Regina, il Jeogori segna il passaggio di rango. Le maniche si fanno più lunghe, quasi ad avvolgere la gonna, regalando alla sua figura uno slancio regale. Mentre gli abiti della Regina Vedova diventano sempre più elaborati, mentre i colori sempre più tendenti al porpora e all’oro, richiamando le vesti che solitamente sono prerogativa del monarca. 

Il tutto incorniciato da una fotografia che si avvale di sfumature di colore da mozzare il fiato.

Chiaramente consigliato, ma se lo avete già visto, il consiglio letterario che ho deciso di legale al drama è il romanzo “Il palazzo di sangue” di June Hur. Ma di questo parleremo con calma la prossima settimana, con un post a lui dedicato. 

Bloody Heart è stato scritto da Eleonora, per la quale si ringrazia per il suo prezioso contributo!
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