I BTS alla Casa Bianca

i BTS alla Casa Bianca

I BTS, i ragazzi d’oro del kpop coreano sono stati invitati dal Presidente degli Stati Uniti D’America alla Casa Bianca, vediamo com’è andata e perché ci sono andati.

Era trapelata giorni prima la notizia, condivisa anche nelle sue stories Instagram dal Leader del gruppo Kim Namjoon, meglio conosciuto con il nome di RM, che aveva ripostato il comunicato stampa ufficiale della Casa Bianca, al cui interno era riportato l’invito del gruppo da parte del Presidente Biden per commemorare e celebrare, l’ultimo giorno del mese dedicato alle minoranze asiatiche e native delle Hawaii degli Stati Uniti.

La situazione in America, ma non solo, durante il periodo di pandemia di Covid-19 ha toccato livelli mai visti per odio nei confronti delle persone appartenenti alla comunità asiatica. 

Secondo uno studio riportato dal Center for the Study of Hate and Extremism, i crimini d’odio nei confronti degli asiatici, solo nel primo trimestre del 2021 erano aumenti del 184%. Ma già nel 2020, si registravano 3,795 denunce di aggressioni, di queste almeno il 14,8% da parte di cittadini di origine coreana.

Questa situazione di intolleranza era ampiamente alimentata, come ben ricordiamo, anche dall’ormai ex Presidente Donald Trump, che chiamava il virus “Kung Flu” o “China virus“. 

La situazioni è poi tragicamente culminata negli omicidi ad Atlanta in un centro estetico, in cui sono morte otto persone, fra cui sei donne di origine asiatica e alla creazione dell’ashstag #Stopaapihate, in cui sono state raccolte le migliaia di testimonianze e video di persone della comunità, aggredite e ferite.

Ma perché invitare i BTS?

Il gruppo è notoriamente famoso, non solo per la loro musica, ma anche per essere portatori di messaggi positivi, alla loro community (le Army) ma non solo. Più volte gli stessi membri del gruppo, sono stati partecipi di episodi di odio razziale o hanno denunciato di aver subito commenti discriminatori per via della loro nazionalità, per quello che indossavano o per l’uso di cosmetici. Durante quel periodo, per altro, avevano pubblicato sul loro profilo Twitter un breve messaggio che riportava:

Condanniamo la violenza. Tu, io e tutti noi abbiamo il diritto di essere rispettati. Restiamo uniti.

 

Durante il Briefing con i giornalisti e con la portavoce della Casa Bianca, Karine Jean-Pierre, che ha preceduto l’incontro a porte chiuse con il Presidente Biden (di cui è possibile vedere un breve filmato e un reel rilasciato anche dal profilo ufficiale del Presidente) il leader RM ha dichiarato:

È un grande onore essere invitati alla Casa Bianca oggi per discutere questioni importanti come i crimini ispirati dall’odio anti-asiatico, dell’inclusione e della diversità asiatica. 

 

Ed ancora il membro Suga: 

Non è sbagliato essere diversi. […] L’uguaglianza inizia quando ci apriamo e abbracciamo tutte le nostre differenze.

 

I ragazzi non hanno però avuto il tempo di rispondere alle domande dei giornalisti, che comunque sono stati particolarmente felici della loro presenza e in un video è possibile sentire uno di loro urlare al gruppo che si allontana, la celebre invocazione di incoraggiamento sudcoreana “Fighting“.

Biden non è nuovo all’invito di celebrità per avvicinare i giovani a tematiche complesse. Lo aveva già fatto durante la campagna di vaccinazione contro il Covid-19, in cui aveva invitato la cantante Olivia Rodrigo. 

I BTS fanno numeri e che numeri. Il live streaming della Casa Bianca, solitamente seguito da addetti ai lavori e giornalisti che seguono la Casa Bianca, ha registrato 230.000 spettatori prima ancora che l’evento avesse inizio, con numeri in salita. Ed anche fuori dalla residenza si erano raccolti orde di curiosi. 

Un esempio evidente che il soft power coreano funziona meglio di quello di qualunque altro paese nel mondo. 

Fonti:

L’articolo «I BTS alla Casa Bianca» è stato scritto, redatto e revisionato da Eleonora, per la quale si ringrazia per il prezioso contributo!
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Giulia S
Giulia. Cresciuta a pane e k-drama ha creato questo spazio per parlare del suo paese d'origine, la Corea del Sud, a 360° facendo perno sulla sua interculturalità e vuole sviluppare un ponte bi-direzionale tra la Corea e l'Italia. Racconta la Corea attraverso i kdrama con #dramiamo, propone uno sfizioso aperitivo coreano con #eatdrinkorea e fa lunghi approfondimenti sulle notizie dalla Corea per #rassegnadallacorea, il tutto a suon di Kpop con #radio360. Ogni tanto esce dal paese per osservare le altre culture con #oltrelacorea.

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