Memoir of a Murderer di Won Shin-Yeon

Memoir of a Murderer di Won Shin-Yeon

Forse più che i mostri creati della nostra immaginazione, a spaventarci davvero, sono i mostri reali, quelli che vivono nella nostra società, quelli che noi chiamano serial killer. 

Pensate però di vedere un film in cui la figura debole, è quella che una volta vestiva i panni del carnefice. 

Per il #dramiamospooky di oggi Eleonora vi parla di un film che ha un nome omonimo ad un classico del cinema coreano, si tratta di “Memoir of a Murderer” del regista Won Shin-Yeon.

Corea del Sud. Byeong-soo, interpretato dal superlativo Sol Kyung-gu, è un ex veterinario che soffre di una precoce forme del morbo di Alzheimer.

Vive insieme alla figlia Eun-hee,  interpretata da Kim Seol-hyun, che dopo l’ultimo incidente che lo ha visto coinvolto, si è ritrovato ad una stazione di polizia senza ricordare nulla di sé, gli regala un registratore portatile, al fine di non perdere la consapevolezza con il mondo che lo circonda. Pertanto inizia a tenere questo piccolo diario audio, in cui registra i suoi pensieri e le sue impressioni personali. Un modo per non far scivolare via i propri ricordi. 

Ma Byeong-soo non è solo un uomo malato, nasconde infatti un passato di sangue, era un serial killer dedito ad uccidere le persone che reputava malvagie ed indegne della vita, in un suo personale processo iniziato durante la sua infanzia a causa del padre violento, in cui si impersona sia giudice che esecutore materiale della sentenza. Le vittime venivano poi seppellite in un boschetto di bambù, un elemento ricco di simbolismo nella cultura orientale, quasi a fare da custode a questi suoi segreti. 

I bambù infatti si stagliano alti e resistenti verso il cielo e non si spezzano mai neanche con il vento, che al massimo riesce solo a piegarli.

Byeong-soo instaura uno strano rapporto con giovane poliziotto locale, un personaggio losco e spaventoso Tae-Joo, che sembra stranamente collegato ai nuovi omicidi nella zona. 

Questo nuovo rapporto e lo stato di avanzamento della sua malattia gli faranno dubitare di qualsiasi cosa, facendolo precipitare in uno stato confusionario ed illusorio, in cui niente appare come dovrebbe essere. 

È un film spettacolare, a suo modo poetico e profondamente coinvolgente. L’intera narrazione che procede lentamente ma con ritmo sostenuto, ci porta a tu per tu con il punto di vista di un assassino, per cui però impariamo a provare sentimenti contrastanti.

La narrazione inoltre si muove avanti ed indietro nel tempo, in cui attraverso l’uso dei flashback ricostruiamo il suo passato, costellato da omicidi.

La fotografia del film è meravigliosa, in generale i colori sono nitidi, in questo modo alcune scene hanno una prevalenza di colori accesi che risaltano all’occhio, come il verde intenso che proviene dai bambù illuminati dalla luce del sole che li attraversa. Ma anche la nebbiolina che avvolge la strada in un timido abbraccio bianco, quasi a voler far risaltare la condizione stessa del protagonista che a sua volta vive avvolto dalla nebbia, mentre i suoi ricordi sfuggono via da lui ed è incapace di distinguere tra ciò che è reale e ciò che invece non lo è.

In un gioco di equilibri costanti in cui gli equilibristi però sono gli stessi che potrebbero, quando meno ce lo aspettiamo, tagliare la corda che li tiene in equilibrio. 

Per non parlare poi del bianco candido della neve che cade e ricopre ogni cosa, in contrasto con il rosso del sangue che ritroviamo più volte presente nella pellicola, delle volte in maniera piuttosto esplicita. 

È un thriller ricco di suspense, che ho trovato geniale nella forma e che credo non dovreste perdere, forse meno conosciuto del suo omonimo competitor, ma non per questo meno valido, tutt’altro. 

Ps: Il film è tratto dal libro “Memorie di un assassino” dello scrittore Kim Young-ha, che trovate già recensito qui, sempre per la rubrica #dramiamospooky.

Memoir of a Murderer di Won Shin-Yeon è stato scritto da Eleonora, per la quale si ringrazia per il suo prezioso contributo!
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Giulia S
Giulia. Cresciuta a pane e k-drama ha creato questo spazio per parlare del suo paese d'origine, la Corea del Sud, a 360° facendo perno sulla sua interculturalità e vuole sviluppare un ponte bi-direzionale tra la Corea e l'Italia. Racconta la Corea attraverso i kdrama con #dramiamo, propone uno sfizioso aperitivo coreano con #eatdrinkorea e fa lunghi approfondimenti sulle notizie dalla Corea per #rassegnadallacorea, il tutto a suon di Kpop con #radio360. Ogni tanto esce dal paese per osservare le altre culture con #oltrelacorea.

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