Mine, k-drama tra segreti e bugie

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Mine, k-drama tra segreti e bugie a cura di Eleonora Aracri

In questo mondo esistono zone grigie che non sono né bianche né nere. Zone che non sono state grigie fin dall’inizio, ma che potevano sembrare sia bianche che nere.

 

In quanti modi si può declinare l’aggettivo Mio? E fino a dove sareste in grado di spingervi per proteggere quello che considerate vostro? Oppure Mio, si riferisce a qualcosa di più grande e glorioso del semplice possesso? Il kdrama “Mine“, che trovate su Netflix cerca di rispondere a queste domande. Immaginate di trovarvi in una delle famiglie più ricche e facoltose della Corea del Sud, ma che di tradizionale ha solamente il nome, perché è un groviglio indissolubilmente di segreti e bugie. Le donne sono le vere protagoniste di questo drama, e che straordinarie performance recitative riescono a regalarci. 

Da una parte abbiamo Jung Seo-Hyun, la mia preferita, interpretata da Kim Seo-Hyung, che non conoscevo, avevo visto giusto qualche cameo, ma che dopo questo drama dovrò recuperare, lei è una donna carismatica, elegante ed intelligente, tutta la famiglia si regge sulle sue spalle.

A prima vista può sembrare una donna di polso, insensibile e distaccata, ma in realtà è una donna piena di fragilità, ma che sceglie di abbracciarle tutte per riuscire ad andare avanti. È una donna che soffre, con il cuore spezzato e che nel corso del drama intraprende un percorso di accettazione. Con lei la Corea introduce un personaggio, che non ha precedenti nella storia dei kdrama e dimostra come su certi temi sanno essere delicatissimi, anzi attenti come un chirurgo con un bisturi in mano, perché si toccano le fragilità di un cuore che è costretto a combattere con i pregiudizi della società in cui vive. 

Dall’altra abbiamo Seo Hee-Soo, interpretata da Lee Bo-Young che già conoscevo grazie ad uno dei miei kdrama preferiti “Mother” del 2018 che prima o poi passerà dalla rubrica #dramiamohistory, lei è invece il personaggio che appare debole, troppo sensibile ed ingenuo, in realtà racchiude dentro di sé una forza straordinaria. Forza che le permetterà di superare le pesanti sfide che le saranno poste davanti. 

Bellissimo il legame che si instaura tra le due, un rapporto di sincera amicizia, complicità, rispetto ed aiuto reciproco. 

Il drama è costruito benissimo, pieno di suspense, di misteri da scoprire e con momenti veramente iconici, che vi faranno molto ridere. Si articola su più livelli, quindi è attraversato da più storie, dalla lotta per il potere e come questo potere viene esercitato.

L’amore, tra pregiudizi e differenze dovute alla classe sociale di appartenenza. Il trattamento dei propri dipendenti da parte di chi ha tutto a chi non ha niente. La manipolazione di tutto, soprattutto della propria famiglia e gli eccessi, quelli continui e spesso pericolosi, soprattutto per le persone che ci rimangono coinvolte. Ma soprattutto l’accettazione di sé, che passa per numerosi stadi.

Come ben sapete, i luoghi dei drama sono fondamentali, perché altrettanto peculiari per la storia. In questo caso la storia si ambienta principalmente in un’enorme tenuta, con due case. La prima in cui risiede il capo famiglia della Hyowon (il nome della famiglia del drama) ed il figlio maggiore con la sua famiglia, ed è la tenuta principale Cadenza, che di per sé contiene segreti e sogni infranti, lo vediamo dalle opere d’arte che la decorano e dai bunker che si aprono, perfino gli animali sono una metafora dei componenti che abitano la tenuta. L’altra Rubato, all’apparenza più gioiosa ospita invece il figlio minore della famiglia Hyowon. 

La casa è immersa nella luce ed è l’unica  cosa luminosa del drama, perché loro sono immersi nell’oscurità, per un motivo o per un altro. La fotografia è molto bella, con questi colori accesi, quasi a simulare una sensazione di calore. 

Un complimento sentito anche al reparto costumi per il lavoro fatto, alcuni capi sono di altissima sartoria. È un drama che si presta ad una maratona, ma consiglio, vedetela in compagnia, perché credetemi avrete voglia di parlarne. Io spero di avervi un minimo incuriosito e vi auguro buona visione.

Ps: nota stonata, la colonna sonora è bellissima ma la sigla non ha un senso, proprio un grosso NO per me, ma tanto si skippa, di che mi lamento? 

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Questa recensione sul k-drama Mine è stato redatto, elaborato e scritto da Eleonora Aracri che si ringrazia per il suo lavoro.
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Ele Aracri
Eleonora classe 1994, laurea in Giurisprudenza. Calabrese di nascita, nerd di adozione. Appassionata di libri e storia, Eleonora si occupa della rubrica #dramiamoinhanbok, in cui ogni mese vi consiglia un drama storico e lo collega ad un consiglio letterario di diversa natura. Durante il periodo di Halloween cura invece la rubrica #dramiamospooky. Tutte le mattine nelle stories Instagram seleziona articoli per la nostra rubrica in comune #rassegnadallacorea, per cui scrive anche degli approfondimenti.

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