La morte di Shinzo Abe e le conseguenze per le relazioni con la Corea del Sud

Shinzo Abe morte

L’8 Luglio 2022, mentre teneva un discorso pubblico a Nara, l’ex Primo Ministro Giapponese Shinzo Abe è stato assassinato. 

Ma che cosa comporta questa morte per le relazioni diplomatiche con la Corea del Sud? Vediamolo. 

Le relazioni tra Giappone e Corea del Sud sono da sempre delle relazioni difficoltose, causa il terribile passato storico che intercorre tra i due paesi. 

Tuttavia l’attuale amministrazione Yoon, aveva già deciso che nel suo programma presidenziale sarebbe rientrato l’obiettivo di riconsolidare suddetti rapporti. Il viaggio tenutosi ad Aprile, prima del formale insediamento di Yoon come Presidente, ne era un chiaro esempio. Una delegazione di alti funzionari sudcoreani erano stati spediti in Giappone con il compito di incontrare diverse personalità di spicco della politica del paese del Sol Levante. A sua volta il Giappone aveva inviato una delegazione guidata dal Ministro degli Esteri Yoshimasa Hayashi alla cerimonia di insediamento del Presidente Yoon Suk-yeol. 

Tuttavia ad oggi il Presidente Yoon non ha avuto ancora la possibilità di incontrare, in un vertice bilaterale, l’attuale Primo Ministro Giapponese Fumio Kishida. 

Appare evidente come quanto successo in Giappone l’8 Luglio non poteva certo passare inosservato nel paese del Calmo Mattino. 

Tutto il mondo è stato scosso da questo atto di terrorismo brutale, che ha scosso il Giappone e come tutti i Presidenti, ex Capi di Stato e di Governo, anche il Presidente Yoon Suk-yeol ha rilasciato un breve comunicato, per la precisione un tweet dal suo account ufficiale in inglese, per mostrare vicinanza al popolo giapponese colpito nel momento più alto della democrazia, l’omicidio è avvenuto durante la fine della campagna elettorale per il rinnovo dei seggi della Camera Alta della Dieta (il Parlamento Giapponese), e alla famiglia Abe, ed ovviamente ha condannato l’attacco.

Dal suo Tweet:

Invio le mie condoglianze alla famiglia dell’ex Primo Ministro Shinzo Abe e al popolo Giapponese. 

Un atto di terrorismo durante un’elezione è un brutale attacco alle fondamenta stesse della democrazia. È assolutamente inaccettabile e condanno fermamente un simile attacco.

 

Nonostante il Presidente Yoon Suk-yeol non si sia recato in Giappone per assistere ai funerali di Stato. Il 12 Luglio ha fatto visita al Centro di informazione e cultura pubblica dell’ambasciata giapponese nel distretto di Jongno, nel centro di Seoul, per rendere omaggio all’altare commemorativo che era stato allestito per permettere a chiunque di potersi recare per porgere le proprie condoglianze. Durante la visita ha firmato anche il libro, predisposto al fine di lasciare qualche pensiero, e si è anche intrattenuto con l’ambasciatore giapponese a Seoul Koichi Aiboshi.

Nella nota rilasciata dal portavoce presidenziale Kang In-sun si può leggere:

Ci auguriamo che la visita del Presidente all’altare sia un’opportunità per riconfermare che Corea e Giappone sono vicini che condividono valori e regole.

 

Sembra che gli sforzi di Yoon siano valsi la pena, perché il 18 Luglio il ministro degli Esteri Park Jin, ha incontrato il suo omologo giapponese Yoshimasa Hayashi. 

Durante l’incontro, avvenuto a porte chiuse, sono stati discussi diversi argomenti che sono alla base del gelo dei rapporti tra i paesi. In particolare la questione dei lavoratori coreani deportati in Giappone durante il periodo di colonizzazione per lavorare senza sosta nelle fabbriche del paese.

Dal comunicato del Ministero degli Esteri:

I due ministri hanno convenuto che è necessaria una pronta risoluzione sulla questione.

 

Quando si tratta di Corea e Giappone, qualsiasi avvenimento si trasforma presto in terreno di scontro ed anche in questa circostanza non sono mancane diverse polemiche. 

Nbc, rete televisiva americana, nel suo programma di notizie “Today, nel dare la notizia della morte di Abe ha inserito una clip nel servizio in cui a sventolare erano però bandiere Sudcoreane e non Giapponesi. 

L’emittente si è ovviamente scusata e la clip è scomparsa, ma su Naver nel frattempo si erano già scatenati. 

Intanto in Giappone, mentre le indagini andavano avanti, si è scoperto che l’attentato sia avvenuto principalmente per il rancore provato dal killer Yamagami contro la Chiesa dell’Unificazione, una setta nata in Corea del Sud nel 1954 da Moon Sun-myung. 

Tanto da spingere il Consolato Generale della Corea del Sud in Giappone a pubblicare un post che sostanzialmente avvertiva i coreani nel paese di possibili crimini d’odio che sarebbero stati perpetrati ai loro danni.

Post che ha fatto discutere parecchio entrambi gli schieramenti.

In Corea del Sud invece le principali polemiche hanno riguardato il ruolo del governo di Abe nel gestire la questione delle comfort women, questione che ancora oggi vede le attivistə e le ormai pochissime sopravvissute protestare al fine di ottenere delle scuse formali. 

Fonti:

The Korea Times [1][2][3][4]

Il Post

Yonhap News Agency

© immagine Yonhap News Agency

L’articolo « La morte di Shinzo Abe e le conseguenze per le relazioni con la Corea del Sud» è stato scritto, redatto e revisionato da Eleonora, per la quale si ringrazia per il prezioso contributo!
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